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PASQUA IN GRECIA. Le tradizioni

PASQUA IN GRECIA. LA DATA

Come in tutti i Paesi cristiani, sia cattolici che ortodossi, anche in Grecia la Pasqua è la festa religiosa più importante e viene vissuta con molta partecipazione dai fedeli. Ai riti religiosi, come è accaduto del resto in tutto il Mediterraneo con la diffusione del Cristianesimo, si sono affiancate anche tradizioni “pagane”, che si tramandano da secoli.
Come abbiamo più volte sottolineato (vedi QUI), la data della Pasqua ortodossa non sempre coincide con quella della Pasqua cattolica: è infatti diverso il modo di calcolarla.

Per la chiesa cattolica (e protestante), che segue il calendario gregoriano, Pasqua viene fissata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena (il plenilunio) successiva all’equinozio di primavera (il 21 marzo). La chiesa ortodossa segue invece il calendario giuliano, che differisce di tredici giorni rispetto a quello gregoriano, e fissa la data della Pasqua nella prima domenica successiva alla luna nuova dopo l’equinozio di Primavera.

PASQUA IN GRECIA. La Domenica della vita e della morte

Come abbiamo raccontato QUI, le celebrazioni della Pasqua sono precedute da sei domeniche di Quaresima, in cui si recitano preghiere particolari e i fedeli osservano privazioni alimentari molto specifiche.

Anche per gli Ortodossi, la domenica che precede Pasqua, domenica delle Palme, ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme tra palme e schiere festanti di fedeli.

In questo giorno, chiese e case vengono abbelliti da palme e da nastri, mentre le tavole vengono arricchite da pietanze a base di pesce.

Per  i Greco- ortodossi, la Settimana Santa, detta anche Settimana Grande, inizia il sabato precedente la Domenica delle Palme e si conclude la Domenica della Resurrezione, protraendosi quindi oltre i canonici 7 giorni.

Si comincia con il sabato “di Lazzaro”, durante il quale i giovani, indossati gli abiti locali tipici, sono soliti andare di casa in casa, intonando canzoni tradizionali (le “Kalanda”) e ricevendo in cambio dolci o frutta secca. Le canzoni celebrano la Resurrezione di Lazzaro, come episodio preliminare per la Resurrezione del Cristo.

La domenica delle Palme viene chiamata “giorno della vita e della morte” ed è il primo giorno della Settimana Santa, in cui si cucinano solo piatti a base di pesce. Dopo la liturgia, il sacerdote benedice e dona ai fedeli croci di palme che collocheranno vicino alle figure sacre nelle proprie case per essere protetti tutto l’anno.

In varie città della Grecia durante la Domenica delle Palme si svolgono processioni molto particolari.

DOMENICA DELLE PALME A CORFÙ

Ad esempio, a Corfù, il giorno della domenica delle Palme si portano in giro per la città, addobbata con panni rossi stesi alle finestre di tutte le case, le Spoglie di Agios Spyridion (San Spiridione).  La tradizione risale al 1630, quando fu celebrata per la prima volta per ringraziare il Santo di aver posto fine alla peste che aveva colpito l’isola nel 1629.

LA SETTIMANA SANTA

Come per la tradizione cattolica, nella Settimana Santa ogni giorno ha un significato ben preciso.

Lunedì è il “Grande giorno” in cui si inizia il digiuno per la purificazione, mangiando poco o nulla e bevendo esclusivamente acqua.

Martedì è “il giorno della “grande crisi”, in cui si iniziano a sperimentare i sentimenti di pentimento; mercoledì è il giorno della purificazione vera e propria.

La casa viene pulita da cima a fondo e nel pomeriggio ci si reca in Chiesa per la “Sacra Unzione” (“efcheleon”). Il sacerdote usa ‘Olio Santo per ungere i fedeli sulla fronte, sulle guance e sul mento facendo il segno della croce.

Da giovedì in poi il fervore delle celebrazioni diventa più intenso.

Il Giovedì, in molte località, è dedicato a colorare le uova sode di rosso e si preparano i “Koulorakia”, dolci tipici della Pasqua greca, oppure il pane pasquale dolce, lo TSOUREKI (vedi QUI)

Giovedì Santo è dedicato al racconto delle ultime ore di vita di Gesù, con la lettura dei Dodici Vangeli, che descrivono la Passione di Cristo. Il momento culminante si raggiunge con il “Niptiras” (cioè la lavanda dei piedi). Dopo il quinto vangelo, si colloca in chiesa una croce in legno con il Cristo crocifisso. Dopo la liturgia dei Dodici Vangeli, le ragazze adornano l’Epitaffio, la bara che ospiterà il corpo di Cristo per la Deposizione, con ghirlande di fiori bianchi.

Il venerdì è il “Giorno del grande dolore”.

In Chiesa, la sera, si celebra il Vespro (”Esperinos”) e dopo la funzione inizia la processione funebre dell’Epitaffio, la bara con il simulacro di Cristo, ricoperta di fiori, che viene portata in processione per le vie della città. Lungo tutto il percorso, i fedeli gettano fiori ed aromi profumati e tengono in mano una candela accesa.

Anche per il Venerdì le celebrazioni si arricchiscono di tradizioni locali che variano di città in città. Ad Atene, ad esempio, un fantoccio del Giuda, che era stato precedentemente appeso su una barca al porto, fatto bruciare dopo la processione. In pochi minuti la sagoma brucia e cade interamente a mare: è il momento degli auguri dei fedeli.

Il Sabato Santo è dedicato alla sepoltura di Gesù. Poco prima della mezzanotte, le persone portano grandi candele in chiesa, dove si celebra la messa della Resurrezione. Si spengono tutte le luci della chiesa ed il sacerdote dietro l’altare, portando con sé la candela con la fiamma eterna, annuncia la Resurrezione di Cristo.

Con questa stessa candela si accendono poi anche le candele dei fedeli. All’annuncio della Risurrezione (Χριστος ανεστη! Christos anesti!) le campane iniziano a suonare, esplodono i fuochi d’artificio e la gente si abbraccia e si scambia gli auguri.

MAGHIRITSA PER ROMPERE IL DIGIUNO

Al termine della funzione, le famiglie rompono il digiuno iniziato il venersì con la tradizionale zuppa a base di interiora di agnello, la zuppa maghiritsa  Le donne greche lo preparano la mattina del Sabato Santo, usando le frattaglie dell’agnello che verrà poi cotto sulla brace il giorno successivo. È una zuppa che cuoce diverse ore e va preparata con largo anticipo. A questa si accompagna l’avgolemono, un intingolo a base di brodo di carne, uova sbattute e succo di limone, che sarà aggiunto alla zuppa una volta ultimata la cottura.

In alcune parti del Paese si aggiunge anche del riso bianco in cottura.

PASQUA IN GRECIA. L’AGNELLO ALLO SPIEDO

La Domenica di Pasqua si mangia l’agnello allo spiedo (“ovelias”). La cottura allo spiedo assume le sembianze di un vero e proprio rito, di origini antichissime, narrato per la prima volta da Omero.

Accanto ai vecchi che ancora oggi indossano i costumi tradizionali locali, gli uomini seduti davanti agli spiedi si alternano nella lunga fase della cottura, che inizia sin dalle prime ore della mattina e di tanto in tanto passano sul corpo dell’animale arrostito una foglia impregnata di ladorigani (olio e origano).

Prima di essere cotto, l’agnello viene marinato con acqua, vino rosso, limone, cipolla e spezie varie.

I festeggiamenti si svolgono all’aperto con canti e balli che coinvolgono chiunque si trovi nelle vicinanze.

Le interiora dell’agnello sono già state usate per la zuppa del giorno precedente, la tradizionale “maghiritsa”, oppure vengono fatte sempre allo spiedo per il “kokoretsi”.

In Tracia è d’uso servire pite con una salsina, il TIROKAFTERI,  a base di feta e peperone piccante.

PASQUA A CORFÙ

Particolarmente pittoresca a Corfù è la festa della Pasqua soprattutto nei due momenti principali: l’Epitaffio (il venerdì santo) e la Resurrezione (Anastasi).
Sabato Santo, ALLE UNDICI IN PUNTO, vengono lanciate in strada  anfore di colore rosso, i “botides”, a rappresentare l’inizio del percorso della Pasqua. Le famiglie da questo momento incominciano ad adornare le case a festa e a colorare le uova di rosso.

Questa rumorosa usanza nacque sotto l’influenza veneziana.  I Veneziani avevano l’abitudine, nel giorno di Capodanno, di buttare dalle finestre oggetti vecchi. I corfioti ripresero questa usanza applicandola nei giorni della più grande festività greca, la Pasqua.

Gli oggetti vecchi furono sostituiti da brocche di cotto riempite d’acqua, per fare più rumore.

Dopo la mezzanotte del Sabato Santo viene festeggiata la Resurrezione con fuochi di artificio sparati dalla vecchia fortezza verso il mare.

KALITSOUNIA KRITIS PER LA SETTIMANA SANTA

Durante tutta la Settimana Santa, in Grecia si consumano dei “calzoni” originari dell’isola di Creta. Simili ai nostri fiadoni, sono ripieni di ricotta o di feta ed arricchiti di aromi vari, tra cui cannella e

Pubblicato da lacuocaignorante

Lacuocaignorante è una grande curiosona ed ama cucinare, leggere, viaggiare. In una vita precedente (ovvero prima del matrimonio) ero un ingegnere meccanico. Oggi mi occupo del mio Maritozzo e dei nostri tre gatti, insegno materie scientifiche, realizzo siti internet e continuo ad istruirmi!