SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE TRA ANTICHE TRADIZIONI E NUOVI COSTUMI

SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE. Natale in Sicilia, ricco di tradizioni sacre, profane e gastronomiche.

Come in tutta la nostra Penisola, fino ad alcuni anni fa, l’atmosfera natalizia si cominciava ad avvertire solo a partire dagli inizi di dicembre, quando, per la celebrazione dell’Immacolata Concezione, si addobbava l’albero di Natale e si preparava il tradizionale Presepe.

Adesso, influenzati dalle usanze provenienti dai paesi del nord Europa, il clima natalizio fa il suo ingresso sempre prima e già da Novembre sembra di essere a Natale.

SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE. OGNI PAESE UN’USANZA

Ogni luogo dell’isola si tinge di Natale con luci e decori secondo le proprie usanze.

La tradizione dei Presepi, comunque, è molto sentita un po’ ovunque ed alcuni paesi si trasformano interamente in Presepi viventi, dove gli abitanti, tra il suono delle zampogne e le Novene, inscenano gli antichi mestieri (vedi QUI i vari presepi viventi di quest’anno). Come da noi per il Presepe vivente di Rivisondoli

SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE. I PRESEPI DI CALTAGIRONE

Caltagirone, capitale della ceramica siciliana, è la città dei mille presepi. Qui il presepe rappresenta una vera e propria forma d’arte che impegna gli artigiani calatini durante tutto l’anno. Nella splendida cornice barocca la città s’immerge nello spirito natalizio, conciliando la centenaria tradizione dei presepi con i più moderni mercatini, addobbi e degustazioni di prodotti tipici.

Quello di Caltagirone è considerato il Presepe più grande d’Italia, con oltre 400 mq di presepe allestito in stile siciliano con oltre 300 personaggi in terracotta animata, montagne, ruscelli d’acqua, case, rappresentazione degli antichi mestieri siti in chiese, case ed edifici dislocati nel centro storico.

SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE. LO ZUCCU

Un’altra tradizione ancora viva in molte città della Sicilia orientale è quella dello “Zuccu”, un falò acceso la Vigilia di Natale davanti alle chiese. Probabilmente un costume di origine pagana, derivante dai fuochi accesi anticamente in occasione del solstizio d’inverno per “aiutare” il sole a compiere il suo cammino.

 

SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE. Tradizioni culinarie

Il 25 dicembre in Sicilia, come in tutto il resto del mondo, la festa del Natale viene celebrata sotto tutti i punti di vista, compreso quello gastronomico.

“lasagne cacate”….

Tra i primi immancabili le “lasagne cacate” e i cannelloni: due piatti  a base di pasta all’uovo condite con ragù (arricchito con ingredienti a scelta), besciamella, formaggio e, nel caso delle lasagne, ricotta.

….pesce stocco a ghiotta…

Tra i secondi c’è il pesce stocco, una tipologia di stoccafisso, pescato nel messinese che la vigilia di Natale viene cucinato “a ghiotta”, con salsa di pomodoro e patate.

Tipicamente natalizie sono poi le “impanate”, un tipo di focaccia con vario ripieno, varianti del “pastizzu”, risalente alla dominazione spagnola: un’altra tipologia di focaccia, ma a base di pasta all’olio ripiena di cavoli, salsiccia, mollica tostata e caciocavallo.

….sfincione…

Sulle tavole non può mancare lo “sfincione”: un’antica ricetta che vede come ingrediente cardine il pane pizza condito con una salsa a base di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e pezzetti di formaggio (principalmente caciocavallo).

pasticceria per concludere

La pasticceria è un trionfo di dolci a base di pistacchio, mandorla, miele, cannella e vaniglia. Tra quelli più importanti, le sfince dolci e la “cassata” a base di pan di spagna, ricotta e la glassa di zucchero.

Da menzionare è il tipico “buccellato”, pasta frolla stesa a sfoglia non sottile e farcita con un ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia o altri ingredienti che variano a seconda delle zone in cui viene preparato, poi chiusa e conformata in varie modalità, spesso a forma di ciambella.

Tra gli altri dolci siciliani natalizi c’è il torrone, come la “cedrata”, ottenuto cucinando scorze tritate di cedri e arance insieme a miele, cannella e vaniglia, i “mostaccioli” o “mustazzola”, una pasta morbida dal sapore di miele e frutta candita ricoperta di una glassa di cioccolato o, infine, l’ “aranciata” che può essere preparata utilizzando scorze d’arancia, cedri, limoni, mandarini e mandaranci.

 

SICILIA FESTIVITÀ NATALIZIE. GLI IMMANCABILI DELLA VIGILIA

 

⇒ Tra gli antipasti:

  • lo Sfincione
  • le scacce

⇒ Tra i primi:

  • la pasta con le sarde

⇒ tra i secondi:

  • le sarde a beccafico
  • l’ anguilla al forno
  • il baccalà fritto

⇒ tra i contorni:

  • l’insalata di arance con aringa e cipolla

Sulla tavola della Sicilia per il pranzo di Natale non possono mancare:

⇒ tra i primi:

  • lo sformato di anellini al forno
  • il pasticcio di Natale

⇒ tra i secondi:

  • la gallina in brodo
  • l’ agnello al forno
  • l’arrosto di tacchino

⇒ tra i contorni:

  • gli sparaceddi
  • la caponata di Natale
  • i cardi in pastella
  • l’insalata di arance alla siciliana

⇒ tra i dolci:

  • il buccellato
  • la cassata
  • i cannoli
  • la mustazzola
  • la cubaita

Di alcune vi darò le ricette nei prossimi giorni, mentre altre ricette verranno in seguito. Sapete che adoro la cucina siciliana, con le sue mille sfumature di gusto!

INTANTO VI DO UNA RICETTA CHE HO TROVATO INTERESSANTE

IL TIMBALLO DI RISO o GALLINA RIPIENA
Il “timballo di riso” è un tipico primo piatto natalizio della Sicilia orientale. Gli ingredienti sono:

  • 600 grammi di riso vallone,
  • una gallina con le uova nonnate (raccapricciante),
  • polpette di carne di vitello trita 300 g
  • tuma  200 g
  • pecorino col pepe stagionato grattugiato 150 g
  • uova fresche 6
  • caciocavallo di provola fresco 150 g
  • cotenna di maiale 150 g
  • salsiccia di maiale 200 g
  • pomodori pelati 4
  • estratto di pomodoro 50 g
  • cipolle 2
  • Gambi di sedano 2
  • Trito di aglio e prezzemolo,
  • Mollica di pane 50 g
  • Pangrattato 50 g
  • una spruzzata di latte
  • burro o strutto
  • olio d’oliva, sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

FASE 1: IL BRODO

Una prima fase della ricetta prevede la preparazione del brodo di gallina (io ho usato pollo) insaporito con la cipolla, poco pomodoro, prezzemolo e sedano e le polpette precedentemente preparate impastando il macinato di vitello – o di manzo – con uova, formaggio pecorino grattugiato, prezzemolo e aglio tritato, mollica di pane ammorbidita nel latte, sale e pepe.

fase 2: il riso

Quando la gallina è ben cotta, la si toglie dal brodo, la si priva di pelle ed ossa e la si divide in pezzettini che poi si conservano insieme alle polpette lessate. Si filtra il brodo e lo si riporta in ebollizione aggiungendo il sale. Qui si cuocerà il riso al dente.

A cottura ultimata, occorre mantecare il riso denso con il pecorino grattugiato. Umettare una teglia con burro e pan grattato e stendere il primo strato di riso che deve esser alto due centimetri.

fase 3: il timballo

Su esso occorre stendere pezzetti di gallina, polpettine, le uova nonnate lesse (io ho usato uova sode normali, altro che senza guscio “estratte dalla gallina morta”….BRRR) e fettine di tuma.

Si aggiunge un secondo strato di riso e poi ancora polpettine, salsiccia e pezzi di caciocavallo di provola; se si vuole, prima della seconda fascia di ripieno si può stendere un velo di ragù.

Si ricopre il tutto con un ulteriore strato di riso che sarà a sua volta coperto con la “conza”, una salsa di uova battute, pecorino grattugiato, sale e pepe.

La pietanza va infornata e la cottura sarà ultimata quando il piatto avrà ottenuto una crosta dorata e compatta.

 

Pubblicato da lacuocaignorante

Lacuocaignorante è una grande curiosona ed ama cucinare, leggere, viaggiare. In una vita precedente (ovvero prima del matrimonio) ero un ingegnere meccanico. Oggi mi occupo del mio Maritozzo e dei nostri tre gatti, insegno materie scientifiche, realizzo siti internet e continuo ad istruirmi!