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Morte all’Acropoli di Andrea Maggi (# 2 della serie)

Morte all’Acropoli di Andrea Maggi: un giallo storico per le Feste Natalizie.

Gli altri anni, in questo periodo, mi sono dedicata alla rilettura dei libri di Margareth Doody, nei quali ad indagare è Aristotele. Quando ho letto questo libro di Maggi, lo avevo trovato la brutta copia di quelli della scrittrice canadese. Ma ho deciso di dare una seconda chance a questo autore, comunque molto apprezzato.

 

Morte all’Acropoli

Andrea Maggi

Editore: Garzanti Libri

Anno edizione: 2014

Pagine: 283 p

 

 

 

 

Morte all’Acropoli. Descrizione

Atene IV secolo a.C. È una notte di plenilunio. Il Partenone, che svetta sulla cima dell’Acropoli, è circondato da una luce argentea. In una brulla radura un uomo giace morto accanto a un antico altare. Sul corpo profonde lacerazioni.

Un attacco che sembra più opera di una bestia che di un essere umano. Per questo tutta la città punta il dito contro Eurifemo che da sempre viene accusato ingiustamente di essere un licantropo.

C’è solo una persona che è pronta a difenderlo contro tutto e tutti: Apollofane, un mercante di umili origini che ha creato la sua fortuna grazie alle sue capacità e al suo ingegno.

Lui sa che è innocente. E finalmente può dare seguito a quella vecchia promessa che unisce i loro destini. Ma affrontare gli abili avvocati ateniesi per dimostrare che non è lui il colpevole non è impresa facile.

L’unica in grado di aiutarlo è l’etera Filossena, dagli occhi verdi come lo smeraldo più puro. Una delle poche donne di Atene che ha potuto studiare conquistando la sua indipendenza.

Saggia e di grande fascino, è una filosofa stimata al pari di un uomo.

Le indagini proseguono difficoltose mentre tutta la città è sconvolta per il furto del tesoro dell’Acropoli. Proprio ora che c’è bisogno di denaro per finanziare il lungo e sanguinoso assedio alla fortezza degli odiati nemici: i Macedoni.

Nel caos generale, Apollofane e Filossena fanno domande, cercano indizi. Eppure tutto è più pericoloso di quanto immaginassero…

Morte all’Acropoli: l’autore

Andrea Maggi, nato a Pordenone, insegna lettere nella scuola media. Con Garzanti ha pubblicato con successo le indagini di Apollofane, tre storie di intrigo e suspense nell’antica Grecia: Apollofane e il reduce di guerra, Morte all’Acropoli, uscito anche in edizione spagnola, e Il sigillo di Polidoro

Morte all’Acropoli: Breve riassunto e commento personale

In una notte di plenilunio l’acropoli ateniese diventa lo scenario di un tremendo omicidio. Improvvisamente un ululato animalesco  paralizza le guardie del Partenone e in un attimo tutte le leggende che si sussurrano giù al Falero diventano triste realtà. Si mormora infatti che per Atene si aggiri un licantropo che nelle notti di luna piena esca in cerca di vittime da sbranare.

“Phobos, il dio della paura, si insinuò nei loro animi. Le due guardie gettarono le lance e fuggirono come bambini in cerca di un riparo. Grande è il potere di Phobos. Dinanzi a lui la virtù si trasforma in viltà e gli uomini divengono cani senza coraggio.”

L’ORO DI ARPALO, ORO MALEDETTO

Nel frattempo, durante la festa di Zeus Salvatore, al tramonto il sacerdote e tutti i partecipanti alla processione fanno un’amara scoperta: il Tesoro cittadino è stato trafugato: “La riserva d’oro di Atene…era scomparsa del tutto”.

La scomparsa dell’oro ha gettato la città nel panico più totale, anche perché si trattava di “oro maledetto”, sottratto da Arpalo ad Alessandro Magno ed usato dal traditore per corrompere “i retori ateniesi”.

Comunque, la “sciagura” non poteva capitare in un momento peggiore:

«Il nostro esercito è impegnato da mesi in un durissimo assedio alla fortezza di Lamia, dove Antipatro, l’anziano reggente di Macedonia, è asserragliato insieme ai suoi uomini»

I GUAI NON FINISCONO MAI

A complicare ulteriormente la situazione anche il brutale omicidio di un addestratore di galli di nome Epigene.

L’intera città punta il dito contro Eurifemo, un giovane da sempre accusato di essere un licantropo.

Solo Apollofane si spenderà per difendere il malcapitato in qualità di logografo. Al suo fianco, il fedele Strepsiade e, inaspettatamente, la bellissima Filossena.

Lo schiavo Strepsiade

«Strepsiade era un gigante dai capelli grigi e dalla barba arruffata originario di Tebe….In gioventù la sua abilità di lottatore gli aveva procurato fama e ricchezza, ma dopo la battaglia di Cheronea, avvenuta sedici anni prima, Tebe era caduta sotto il dominio macedone e Strepsiade, fatto prigioniero al termine di quella battaglia, era stato ridotto in schiavitù».

La bella etera

Filossena, socia in affari di Apollofane, ci viene descritta come

«Un’etera sapiente, ricca e straordinariamente bella…Aveva solo 22 anni, ma era già conosciuta in tutta Atene come una delle filosofe più insigni…Giudicava che non esistesse per sé bene superiore alla condizione di donna libera»

 

Apollofane è pronto a difendere Eurifemo in nome di una misteriosa promessa fatta molti anni prima e che ci tormenterà fino alle ultime pagine.

Niente è semplice come sembra. Dietro a quello che sembra un banale omicidio si nasconde molto di più. Addirittura segreti e cospirazioni in grado di far crollare l’intero sistema ateniese già compromesso dall’arrivo dei macedoni.

Un puzzle complicato, i cui pezzi sembrano non incastrarsi mai

Più si va avanti nella storia più è difficile staccarsi, la suspense aumenta di parola in parola ed è impossibile fermarsi. Grazie alle sue deduzioni, Apollofane riesce ad avere la meglio sull’esperto Cratilo, il logografo dell’accusa. Ma la sua è un’amara vittoria:

“Ancora una volta, al termine di quel processo era riemerso qualcosa di terribile e antico, qualcosa che non smetteva di spaventarmi, ossia che la peggiore belva da cui l’uomo deve guardarsi è l’uomo stesso“

Queste le sagge parole di Apollofane. Che ci sentiamo di condividere.

La conclusione del processo lascia aperti molti interrogativi: come mai Cratilo si è scomodato per difendere i diritti di un morto che nemmeno conosceva? Apollofane deve andare avanti, anche perché questo gli impone la misteriosa promessa fatta ad Eurifemo.

UN NEMICO POTENTE E LA CHIAVE MISTERIOSA

Il processo ha procurato ad Apollofane un nemico potente, Cratilo. Infatti il ricco aristos, è il padre di Damasippo, il socio di Epigene. Si è forse interessato al processo per incolpare qualcuno che non fosse il figlio? Che, poi, stranamente, è partito per Lamia…

Filossena procura ad Apollofane un alleato, Iperide, capo del partito avverso a Cratilo. Ma Iperide, ha a cuore “unicamente il bene di Atene“. Per cui impone al giovane di tenere Cratilo fuori dalle sue indagini:

«Iperide è disposto ad anteporre il bene della polis alle responsabilità personali di Cratilo»

Per tenerlo a bada, gli affianca Simo, “il suo giovane pupillo”. Ma che fine ha fatto la chiave di Epigene? E, soprattutto, che cosa apriva?

La risposta solo leggendo il libro! Una bella scoperta…Ho fatto bene a rileggerlo!

Bello il libro e l’ambientazione storica. Interessanti i personaggi, in particolare le figure femminili, che sono molto affascinanti

VOTO: 9 / 10

 

Pubblicato da lacuocaignorante

Lacuocaignorante è una grande curiosona ed ama cucinare, leggere, viaggiare. In una vita precedente (ovvero prima del matrimonio) ero un ingegnere meccanico. Oggi mi occupo del mio Maritozzo e dei nostri tre gatti, insegno materie scientifiche, realizzo siti internet e continuo ad istruirmi!