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Il monastero dei delitti di Claudio Aita

Il monastero dei delitti è un romanzo scritto da Claudio Aita e pubblicato da poco. Un thriller storico che ti conquista poco alla volta. Scopriamo insieme perché

Il monastero dei delitti

Claudio Aita

Editore: Newton Compton

Anno Prima Edizione: 2018

Pagine: 347 p.

 

 

 

 

 

Il monastero dei delitti. Descrizione

La storia come la conosciamo sta per essere riscritta
«Un romanzo che ci offre un’immagine inedita e inquietante di Firenze» – Il Messaggero

Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica.

La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare.

Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo.

E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta.

Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?

Il monastero dei delitti. L’autore

Claudio Aita, figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali.

Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare (uno sulla cucina ebraica e un altro sulla cucina islamica). Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. Il monastero dei delitti è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton. Per saperne di più: www.claudioaita.it.

Il monastero dei delitti. Breve riassunto e commento personale

Ho acquistato il libro, incuriosita dalla trama e ho cominciato subito a leggerlo. Ma all’inizio ho fatto fatica. Perché un protagonista così negativo come Geremia Solaris era deprimente!

Poco alla volta, però, il libro mi ha catturata e non ho potuto più chiuderlo!

La vicenda, del resto, è ambientata a Firenze, una città che io amo molto. Ma, come si legge nel libro:

«Firenze è una città consacrata al male, da sempre dedicata a un dio pagano, che la leggenda ha identificato con Marte. La sua statua campeggiava accanto a Ponte Vecchio fino a quando una provvidenziale alluvione, nel trecento, la sradicò dal suo piedistallo e la trascinò via per sempre»

anche se chi la visita non percepisce questo suo lato oscuro. Inoltre, la vicenda del “Mostro di Firenze” ha sconvolto l’Italia proprio negli anni in cui io ero facilmente impressionabile. Come si legge su Wikipedia, Mostro di Firenze è la denominazione sintetica utilizzata dai media italiani per riferirsi all’autore o agli autori di una serie di otto duplici omicidi, avvenuti fra il 1968 e il 1985 nella provincia di Firenze.

Le indagini portarono poi alla scoperta dei “Compagni di merende” nel 1991, quando io ero ormai prossima alla maggiore età, e proprio allora mi sono appassionata alla vicenda, anche perché sapevo già che sarei andata a Pisa per frequentare l’Università.

Ma ritorniamo al romanzo.

Se la scena è sempre la stessa (Firenze e alcuni piccoli centri vicini), il racconto invece si sposta su tre piani temporali.

Si inizia nel Trecento, dove, nella dispensa di un convento fiorentino, viene ritrovato il cadavere sventrato e mutilato del pube di una giovane donna, la monaca Adele. Il luogo e l’atrocità del delitto fanno subito pensare alla presenza di Satana fra le sante mura.

Sulla scena del delitto le suore del monastero di Sant’Ambrogio chiamano il loro padre confessore, frate Lamberto.

Ma le leggi impongono che delle indagini si occupi l’Inquisizione. Frate Lamberto si è già scontrato con il “Grande Inquisitore”, Frate Accursio Bonfantini. Ed ha già perso… Anche questa volta, nulla potrà Lamberto contro la malvagità di quell’uomo e una suora innocente verrà condannata per un crimine che non ha commesso.

Insomma, proprio chi dovrebbe far rispettare la legge, permette invece, consapevolmente, che il Male vinca.

Il secondo piano temporale è il Settecento, da cui proviene il misterioso codice che, ai giorni nostri, Geremia Solaris deve decriptare.

Due settimane prima del suo cinquantesimo compleanno, Geremia è ormai un uomo che dalla vita non si aspetta più nulla:

«Il tempo da vivere era, ormai, per buona parte trascorso e lui non se n’era nemmeno reso conto»

La donna da lui amata è morta da alcuni anni e lui non riesce ad accettare questo doloroso destino. Ha un lavoro precario come traduttore, nessuna ambizione, e due soli amici, una bottiglia di Chianti e il professore Luciano XXX.

La sua vita subisce un repentino cambiamento proprio grazie al professore, che gli invia un misterioso manoscritto da decriptare (pag 10):

«So che, oltre ad essere un grande esperto di libri, sei anche un appassionato di enigmistica, crittografia e roba del genere»

Vinto dalla sua innata curiosità, Geremia inizia a lavorare al manoscritto.

La morte per un incidente del professore, però, lo scaraventerà in un mondo che non è il suo, al centro di un complicato intrigo che coinvolge fino alle più alte sfere del potere.

Chi cerca di impedirgli di decrittare il misterioso codice? Perché?

Ben presto Geremia comprende che decifrare il manoscritto significherebbe trovare il filo che lega una lunga scia di morti misteriose,  che, ormai da secoli , insanguinano Firenze e i suoi dintorni. E svelare i veri responsabili dei delitti attribuiti al Mostro di Firenze… E questo non può proprio accadere!

Delitto dopo delitto, Geremia si troverà, da solo, a combattere per la sua stessa vita. E forse non ha più voglia di farlo…

INQUIETANTE

“Il monastero dei delitti” riesce a catturarti e ad inquietarti, perché ci fa comprendere che il Male è parte intrinseca della natura umana. E che, nel corso dei  millenni, questa verità è rimasta immutata.

VOTO : 7.5 / 10


IMMUTABILE LA NATURA UMANA

Mi viene in mente la poesia di Salvatore Quasimodo, Uomo del mio tempo:

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Insomma, possiamo fare tutti i progressi che ci pare, andare su Marte e oltre, ma la  natura umana è rimasta uguale a quella dell’uomo «della pietra e della fionda», fatta di istinti, di pulsioni, di sentimenti e di egoismo.
Infatti, troppo spesso,  i progressi della scienza sono serviti solo a  è perfezionare le armi che portano la morte ai nostri fratelli.

Pubblicato da lacuocaignorante

Lacuocaignorante è una grande curiosona ed ama cucinare, leggere, viaggiare. In una vita precedente (ovvero prima del matrimonio) ero un ingegnere meccanico. Oggi mi occupo del mio Maritozzo e dei nostri tre gatti, insegno materie scientifiche, realizzo siti internet e continuo ad istruirmi!