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CUCURBITACEE : UNA FAMIGLIA DI GIGANTI

CUCURBITACEE: DEFINIZIONE

Secondo il vocabolario Garzanti, le Cucurbitacee sono

una famiglia di piante erbacee o arbustive, diffuse specialmente nelle regioni calde, con fusto strisciante o rampicante provvisto di viticci, fiori riuniti in cime e tipici frutti a forma di grossa bacca; vi appartengono il cocomero, il melone, la zucca e il cetriolo.

Il nome deriva dal latino cucurbĭta ‘zucca’. A sua volta, il termine deriva dal sanscrito “corb“,  “attorcigliarsi”, “strisciare”. Esso indica la principale caratteristica delle specie della famiglia, quella di avere fusti angolosi, ruvidi, striscianti o rampicanti, con viticci ramosi posti accanto alle foglie.

Alla famiglia delle Cucurbitaceae appartengono circa 760 specie, diffuse sia nel Vecchio che nel Nuovo Continente, con apparato vegetativo erbaceo.

CUCURBITACEE: BOTANICA

Le foglie mostrano una disposizione alterna o spiralata. I fiori, generalmente unisessuali, sono gamopetali (cioè con i petali uniti tra loro). Le loro corolle, a forma di stella, sono sempre formate da 5 petali.. I fiori maschili possiedono 5 stami che a volte risultano saldati per i filamenti e perfino per le antere.

Le cucurbitacee sono monoiche, quindi hanno fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, separati ma conviventi. Questa proprietà comporta la necessità di impollinatori esterni come api o vespe per la riproduzione.

Il frutto è una particolare bacca detta peponide.  I frutti sono rivestiti di una scorza più o meno dura ed hanno una polpa carnosa nella quale sono presenti numerosi semi. Pur avendo tutti le stesse caratteristiche, i frutti sono molto diversi per dimensione e peso: basti pensare all’enorme differenza tra la zucca, che può raggiungere anche 90-100 chili di peso, e il cetriolo di soli 2-3 ettogrammi.

CUCURBITACEE: I MEMBRI  DELLA FAMIGLIA

Le Cucurbitaceae sono molto importanti dal punto di vista economico, in quanto ad esse appartengono molte piante diffusamente coltivate per l’alimentazione umana. Tra queste ricordiamo il cocomero o anguria (Citrullus lanata) di origine paleotropicale, il cetriolo (Cucumis sativus) il melone (C. melo), la zucchina (Cucurbita pepo) e la zucca (C. maxima). 

Nella flora italiana non sono numerose le cucurbitacee spontanee; la più nota è il cocomero asinino (Ecballium elaterium), tipica pianta ruderale di stazioni calde e aride, noto per i suoi frutti carnosi, che esplodono a maturità al minimo urto, spargendo i semi ad una certa distanza dalla pianta madre. L’esplosione delle pareti è provocata dalla marcescenza dei tessuti del frutto che ne fa aumentare la pressione interna.

Altra specie abbastanza diffusa nelle nostre regioni è la brionia (Bryonia dioica), liana presente nei boschi umidi.

Questa famiglia comprende  sia ortaggi sia frutti di considerevoli dimensioni e che per essere coltivati necessitano un terreno molto ricco di sostanze nutritive.  La più sconosciuta della categoria è certamente la Luffa, da cui si ricava anche una particolarissima spugna, vegetale al 100%.

Caratteristica comune a tutte le specie della famiglia è la grande quantità di acqua, che significa ridotto apporto di calorie, grande senso di sazietà, ottima azione idratante e depurativa (dovuta alla diuresi).

Altra caratteristica comune ai membri della famiglia è l’abbondanza di VITAMINE A, C ed E.

Le Cucurbitacee sono piante originarie dei paesi tropicali. Tra tutte le specie solo una decina riescono a sopravvivere nelle regioni a clima temperato.

CUCURBITACEE: La zucchina

La zucchina, botanicamente Cucurbita pepo, è una pianta i cui frutti sono utilizzati immaturi per evitare la comparsa di alcune sostanze amare che renderebbero impossibile mangiarla se la maturazione proseguisse. In base alle varietà le zucchine hanno un peso che, nel momento in cui si consumano, non supera i 300 grammi, mentre il frutto maturo supera anche il chilo di peso.
Importata in Europa con la scoperta dell’America, si è rapidamente diffusa per merito della sua tolleranza ai climi più freschi, e nel nostro paese se ne contano diverse varietà, dette cultivar.

Tra queste varietà troviamo:
• Le zucchine lunghe, in assoluto le più diffuse e solitamente cilindriche, caratterizzate da un colore verde scuro, con o senza striature;
• Le zucchine tonde, di colore verde e ricercate in cucina per la preparazione di zucchine ripiene (vista la forma);

La zucchina produce fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, anche se separati; i fiori sono quelli conosciuti come fiori di zucca, di colore giallo acceso e che vengono comunemente consumati, insieme alle zucchine o per conto proprio.

COME DISTINGUERE IL FIORE MASCHIO DA QUELLO FEMMINA?

Il fiore femmina ha sotto di sé il frutto (la zucchina) che ha iniziato a crescere, mentre il maschio è attaccato a uno stelo, senza lo zucchino in mezzo. L

e zucchine senza fiore invece non sono una categoria a parte: semplicemente, il fiore femminile che avevano è seccato e caduto.

LE ZUCCHINE IN CUCINA

Protagoniste dei fornelli con l’arrivo della primavera, le zucchine si rivelano estremamente versatili: risotti, pastasciutte, contorni di stagione, golose torte salate. Se preparate senza troppi condimenti, sono altamente digeribili e decisamente sazianti. Non a caso vengono spesso inserite nelle diete ipocaloriche.

L’apporto di fibre è notevole ma ritroviamo anche modesto apporto di vitamina C, vitamina A, acido folico, potassio e manganese.

CUCURBITACEE: La zucca

Le zucche più diffuse appartengono alle specie Cucurbita maxima e Cucurbita moscata. Della zucca si consumano tutte le parti del frutto. Si consumano anche i suoi semi. 

Le zucche possono raggiungere un peso che può superare i 100 chili. Sono di colore verde o arancione, ma la polpa è sempre arancione. Della zucca abbiamo parlato diffusamente. Clicca QUI

CURBITACEE : IL CETRIOLO

Croccanti e dissetanti, sono perfetti per arricchire piatti freddi ed accompagnare formaggi. I cetrioli sono noti per le loro proprietà depurative e rinfrescanti. Sono ricchi di vitamine e sali minerali.

Ma sono anche ricchi di zolfo.  È lo zolfo a conferire ai cetrioli un alto potere decongestionante. Ecco perché sono perfetti come ingrediente degli impacchi facciali; risultano utilissimi in caso di “borse” sotto agli occhi.

Simile alla zucchina, ha sapore e forma molto diversi. Appartiene ad una sola specie, Cucumis sativus. Sono però disponibili in diverse varietà. È originario dell’India.

Ogni pianta è o maschio o femmina, per cui le piante coltivate per la produzione dei frutti devono essere tutte femmine. Il cetriolo è commestibile, durante la crescita, fin quando la sua polpa è dura al tatto; quando inizia ad essere morbida significa che sta giungendo a maturazione, e per la presenza di alcuni composti tossici al suo interno a questo punto non deve essere più consumato. Insomma, un altro frutto da consumare acerbo…

Tra gli ortaggi a frutto, inoltre, il cetriolo è il meno digeribile.

CUCURBITACEE:IL MELONE

Già il suo profumo preannuncia il suo arrivo in tavola. Spesso è accompagnato da qualche fetta di prosciutto. Con polpa bianca, gialla oppure arancione, i meloni sono un frutto “antistress”.  Contiene un antiossidante dal nome complicatissimo – enzima superossido dismutasi (SOD) – in grado di limitare i danni provocati  dallo stress.

Abbiamo parlato di un melone molto particolare: il BARATTIERE .  Lo abbiamo usato persino per realizzare un ottimo gelato con l’ananas. Cliccate QUI per conoscere il principe delle Cucurbitacee

CUCURBITACEE: Anguria o cocomero?

Anguria o cocomero? Il frutto è indubbiamente lo stesso, ma il suo nome dipende un po’ dalle zone in cui vivete. Piace moltissimo ai bambini, è dolce e succosa. L’anguria è composta per lo più da acqua (ben il 93%), ma contiene anche fibre e proteine.

A svolgere il ruolo più importante è però il licopene, antiossidante presente anche nel pomodoro. Come tutti gli antiossidanti, protegge le cellule dall’invecchiamento.

Pubblicato da lacuocaignorante

Lacuocaignorante è una grande curiosona ed ama cucinare, leggere, viaggiare. In una vita precedente (ovvero prima del matrimonio) ero un ingegnere meccanico. Oggi mi occupo del mio Maritozzo e dei nostri tre gatti, insegno materie scientifiche, realizzo siti internet e continuo ad istruirmi!