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CHE FREDDO FA! Cucinare contro il freddo

CHE FREDDO FA!

Come scaldarci in questi ultimi giorni di gennaio, che, secondo la tradizione, termineranno con i tre giorni della merla?

Già da un paio di giorni il freddo è tornato a farsi sentire pungente e le previsioni parlano di una fine di gennaio particolarmente fredda, come ormai da anni non eravamo più abituati a vedere. Come affrontarli a tavola? Scopriamolo insieme

CHE FREDDO FA! I GIORNI DELLA MERLA

Sono in arrivo i tre giorni più freddi dell’anno. 29, 30 e 31 gennaio, i famosi “giorni della merla”.

Diverse le spiegazioni riguardo al nome. Tra le tante, quella che mi raccontava la mia Nonna:

Una merla dal piumaggio bianco, per ripararsi dalla neve e dal gelo che Gennaio aveva scatenato, trovò rifugio nel comignolo di un camino. Quando però gli ultimi giorni del mese il freddo si placò e la merla uscì fuori, le sue piume erano diventate grigie a causa della fuliggine e lei rimase per sempre di questo colore.

CHE FREDDO FA! Le ricette

Per contrastare con il gusto e il piacere della tavola il grande freddo che, secondo i meteorologi ci aspetta, l’ideale è concedersi piatti ricchi, caldi e tipicamente invernali. 

Minestre, zuppe, creme, vellutate, brodi di carne ma anche polente, stufati e brasati sostanziosi, oltre a salumi, dolci e tanti altri piatti della tradizione, sono le ricette perfette per questi giorni.

In effetti sono numerose le località in cui, proprio durante questi tre giorni, si tengono sagre dedicate al “mangia’ de na vota”, al buon cibo contadino che bada alla sostanza più che all’apparenza, che inebria i nostri sensi facendoci venire l’acquolina in bocca ed inonda la casa di odori da svenimento!

Che ne dite di una bella pasta e patate, specialità tipica della cucina napoletana, oppure di un più abruzzese patate e fagioli

Oppure di un altro piatto tipico della Campania, la natalizia minestra maritata? Sarà pure tipica del Natale, ma, secondo me, è adatta a tutto l’inverno. Si prepara con cavolo nero, cicoria, scarola, cotiche, piedino, puntine e salsiccia.

Se preferite, potete anche preparare una ricetta dimile alla precedente, ma tipica della cucina lombarda: la mitica cassoeula! In questo caso, al posto del cavolo nero, troviamo la verza, accompagnata da piedino, salsiccia, costine e cotenna di maiale. Molto nutriente e di origini antiche, potete anche prepararne una versione più leggera, con tacchino o pollo! Buonissima anche la ZUPPA PAVESE, che dal 2015 è PRODOTTO AGROALIMENTARE TIPICO!

Possiamo anche accontentarci di una minestra senza carne, come la favolosa  RIBOLLITA, minestra d’eccellenza tipica della Toscana. Il suo ingrediente principale è il cavolo nero, che, per rendere davvero buono il piatto deve “aver preso il ghiaccio”, ovvero va raccolto dopo una gelata che avrà permesso al vegetale di ammorbidirsi.

Se volete, potete anche cimentarvi con un piatto ligure, la mesciùa, una zuppa di legumi e cereali, preventivamente lasciati macerare in acqua (per almeno 24 ore i fagioli secchi e il grano, per 48 ore i ceci) e successivamente fatti bollire con tempi di cottura differenti. I diversi ingredienti vengono poi mescolati (come dice il nome, che significa”mescolanza”) in un’unica pietanza, condita con olio extravergine d’oliva e pepe in grani.

Ma, per dirla tutta, possiamo anche mangiare RISI E BISI, piatto tipico della cucina veneta, a metà tra un risotto ed una minestra e particolarmente adatto sia nei mesi invernali che in quelli primaverili.

Spostandoci un po’, potremmo anche decidere di preparare una deliziosa ZUPPA GALLURESE, che mi ha pure ispirato diversi piatti a base di pane carasau! Infatti si prepara con strati di pane raffermo bagnati con brodo di carne di manzo e di  pecora, alternati con formaggio fresco di vacca (casgiu spiattatu), cui si può aggiungere del pecorino stagionato.

Per poter pensare alla primavera, potremmo prepararci un bel MACCO DI FAVE, una purea di fave,  ottenuta dalla lenta bollitura di quelle secche, cui si aggiungono cipolla, pomodoro, verdura fresca (erbe di campo, bietole, cicorie), finocchietto selvatico per aromatizzare e, volendo, della pasta spezzata per renderla più densa. In alternativa, possiamo optare per un MARO‘ ligure!

Se poi vogliamo preparare qualche piatto “etnico”, niente di meglio di una zuppa di noodles, con carne oppure pesce!

Ma anche un bel chili è perfetto per scaldare corpo e mente! Persino la mia versione vegetariana! Che dire poi dello stufato di manzo?

 

Se vogliamo fare i raffinati, possiamo prepararci una bella zuppa di cipolle francese (in varie versioni). Tra l’altro ho scoperto che ne esiste una versione fantastica in Calabria: si chiama LICURDIA e si prepara con le cipolle rosse di Tropea! Sempre per restare in Francia, potremmo anche preparare una PARMENTIER, con patate e porri (oppure una LAXSOPPA, meno raffinata ma veramente gustosa!)

Comunque, il mio preferito resta il PANCOTTO, anche nella versione PAPPA AL POMODORO!

Insomma, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta…

Domani parleremo dei “cibi antifreddo”, ovvero di quegli alimenti che ci aiutano a scaldarci quando il termometro scende!

Pubblicato da lacuocaignorante

Lacuocaignorante è una grande curiosona ed ama cucinare, leggere, viaggiare. In una vita precedente (ovvero prima del matrimonio) ero un ingegnere meccanico. Oggi mi occupo del mio Maritozzo e dei nostri tre gatti, insegno materie scientifiche, realizzo siti internet e continuo ad istruirmi!